Svizzera

Latte in polvere contaminato: critiche alla reazione dei produttori

È giudicata troppo lenta dalle organizzazioni dei consumatori - In Svizzera sono finora 9 i casi di sintomi segnalati in neonati

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RG 07.00 dell’11.02.2026 - Il servizio di Maria Jannuzzi

RSI Info 11.02.2026, 07:53

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Di: Radiogiornale-Maria Jannuzzi/ARi 

La vicenda del latte in polvere per neonati contaminato sta assumendo dimensioni sempre più vaste anche in Svizzera, dove sono finora 9 i casi di sintomi segnalati nei neonati. Da un mese si allunga la lista dei marchi di questo prodotto ritirati dal mercato a causa della cereulide, una tossina che nei neonati può indurre nausea e diarrea. I richiami sono iniziati lo scorso dicembre, quando Nestlé ha rilevato la cereulide in uno stabilimento nei Paesi Bassi. A metà gennaio ha richiamato i suoi prodotti anche Hochdorf, mentre Danone l’ha fatto a inizio febbraio.

Quasi un mese, insomma, fra il primo e l’ultimo richiamo. Le associazioni dei consumatori puntano così il dito contro la reazione dei produttori, giudicata troppo lenta. “Le indagini faranno piena luce sulla responsabilità dei produttori. Ma quando vediamo che passano diverse settimane fra le prime avvertenze sanitarie e i ritiri, pensiamo che il principio di precauzione non sia stato applicato correttamente dai produttori”, ha dichiarato a RTS Juliette Ivanez della Federazione romanda dei consumatori, sottolineando che la vicenda “mostra i limiti dell’autocontrollo nell’industria”.

Critiche, che le industrie respingono sostenendo di aver agito, appena ricevuti gli esiti delle analisi e in conformità con le normative vigenti. A inizio mese l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, seguita da quella elvetica, ha abbassato la soglia di tolleranza della cereulide. Ma la responsabilità principale per la sicurezza del latte in polvere è delle aziende, come si legge sul sito dell’Ufficio federale della sicurezza alimentare (USAV). Per richiamare dei prodotti non è quindi necessario attendere la definizione di un nuovo valore limite da parte delle autorità.

Da rilevare che, al momento, non è stato ancora confermato il legame fra i 9 casi segnalati in Svizzera e il latte contaminato. Le analisi sono in corso e i risultati sono previsti per i prossimi giorni.

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