Ormai, in Brasile sta diventando sempre più l’oggetto del giorno, perché a volte anche le proteste anti-governative se ne vanno giù in gola come una bevanda rinfrescante. Si chiama isoporzinho. E, a dirla tutta, non è niente di più di un classico contenitore di poliestere che fa da borsa frigorifera per le bibite. A Rio de Janiero sta facendo da collettore a una serie di feste, in spiaggia o in altri luoghi all’aperto, dove tutti arrivano armati di un “isoporzinho”, carico di bottiglie e lattine portate da casa. Un modo molto carioca per fronteggiare quel caro prezzi che ormai qui è un virus che ha contagiato tutto.
Per averne una prova, basta scattare qualche istantanea di vita quotidiana. Passi tra le rigogliose bancarelle del mercato di Copacana e subito finisci per raccogliere gli sfoghi di gente che si trova il portafoglio sempre più leggero, ogni volta finita la spesa. “Guarda i pomodori e le patate”, s’impunta un nonnino brasiliano, con la maglietta della nazionale verde-oro e l’occhialino puntato sul naso “è una roba da matti, sono passati da due reais e mezzo a cinque nel giro di tre mesi”
Cambia la merce, ma non cambia la lamentela, se ci si trasferisce dentro le vetrate a bomboniera dei grandi centri commerciali di Leblon che pompano aria condizionata in stile cella frigorifera. “Ormai qui ci si deve rendere conto che i soldi non ci sono più” e chi ti dice questa frase è una signora dall’abito e il portamento elegante che ripone l’i-Phone in borsa per concludere il suo ragionamento: “speriamo solo che dopo la Coppa del mondo tutti si diano una calmata e ci sia un’inversione di rotta”.
Anche perché il doping dei prezzi non risparmia nemmeno i luoghi-cartolina di Rio e cioè quelle lunghe lingue di spiaggia che ogni giorno vengono battute da turisti e residenti per fare footing, surf, volley o quant’altro. Il coro del risentimento è il medesimo. Soprattutto quando dai costi delle sedie-sdraio si passa a parlare del sovrapprezzo per gli alcoolici che si è costretti a tirar su con la cannuccia, se ci si vuole dissetare ai famosi chioschetti balneari di Ipanema. Così, ecco la reazione: mentre altrove il moto delle proteste arroventa le strade, qui, sulle sabbie mitiche di Rio ha trovato forme più ironiche. Come quella dell’isoporzinho, appunto, e dei suoi aperitivi fai da te che la “toda joia brasileira” prima non avrebbe mai potuto concepire. Uno sberleffo, nato su facebook e moltiplicatosi rapidamente, anche grazie al gancio con uno dei siti più frequentati del momento.
Quello che ha trasformato Rio e la sua moneta, il real, in “Rio Surreal”, con tanto di finte banconote stampate insieme all’effigie di Salvador Dalì per denunciare la follia del caro prezzi. “Non abbiamo fatto altro che proporci come portavoce di un sentimento molto diffuso“ ci racconta Falvio, uno degli inventori della pagina facebook” e lasciare che i nostri utenti postassero la foto degli scontrini più allucinanti con cui sono entrati in contatto”. Così, in questa sorta di vademecum del disappunto si va dai 25 reais (circa 12,50 franchi svizzeri) per una porzione di patatine fritte ai 60 (quasi 25 franchi) di una pizza, mentre un “chope”, una birra alla spina, a volte sfonda il tetto dei 10 reais (4 franchi).
Giusto per la cronaca, segnaliamo anche il prezzo stesso di un isoporzinho: circa 30 reais,12 franchi svizzeri. Almeno per il momento, verrebbe da dire, perché vuoi vedere che con tutte le richieste dell’ultimo periodo, magari anche quello, tra un po’, te lo ritrovi con il prezzo raddoppiato?
Lorenzo Buccella
Isoporzinho mania...




