In un’intervista ad alcuni quotidiani confederati il procuratore generale Michael Lauber ha rivelato l’esistenza di un certo numero di inchieste su presunti casi di spionaggio economico ai danni di banche elvetiche, senza peraltro specificare gli istituti e gli eventuali Stati coinvolti.
Due inchieste note
Finora erano note l’indagine sulla sottrazione e vendita di dati del Crédit Suisse relativa a contribuenti tedeschi e quella analoga sulla filiale ginevrina della britannica HSBC. Al centro delle polemiche sollevate da Berlino figura il mandato di cattura emesso dal Ministero pubblico della Confederazione nei confronti di tre inquirenti tedeschi, proprio nel momento in cui, nel corso del mese di marzo, erano in una fase di stallo le trattative sull’accordo di doppia imposizione tra i due paesi.
Alle accuse di strumentalizzazione della Procura federale da parte del Governo Michael Lauber ha replicato alla stampa che “il timing era frutto del caso”.
Atteggiamento "attivo" delle autorità tedesche
Proprio in relazione all’inchiesta sul cd di correntisti del Crédit Suisse il procuratore svizzero ha osservato che si delinea da parte delle autorità tedesche una precisa strategia favorevole allo spionaggio bancario, che contraddice le affermazioni di Berlino. E sui mandati di cattura emessi Lauber sostiene che non ha ottenuto risposta la richiesta di collaborazione nell'inchiesta inoltrata alla Germania.



