''Delle conseguenze ci saranno. Mi sento obbligato a restare in campo per riformare il pianeta giustizia perché ad altri cittadini non capiti ciò che è capitato a me”. Lo ha dichiarato Silvio Berlusconi al TG5, il giorno dopo la sentenza di primo grado che lo condanna per frode fiscale a quattro anni di carcere (tre condonati) e a cinque di interdizione dai pubblici uffici, in merito alla vicenda dei diritti tv di Mediaset e dei fondi neri.
Solo due giorni fa l’ex premier aveva annunciato di non ricandidarsi alle prossime elezioni italiane e di volere le primarie del Popolo della Libertà. Una volontà comunque ribadita in giornata. "Confermo la mia decisione di non presentarmi a candidato premier", ha affermato in conferenza stampa.
"Sono uno dei primissimi contribuenti"
Per quanto riguarda la motivazione della sentenza, Berlusconi la definisce politica e la respinge. Secondo l’ex capo del Governo italiano la propensione a delinquere è “la parte più incredibile” della motivazione. “Sono uno dei primissimi contribuenti italiani. E poi sono incensurato”, ha aggiunto.
Secondo i giudici, che lo hanno condannato ieri, Berlusconi ricopriva il "ruolo di direzione e di ideatore fin dai primordi del gruppo di un'attività delittuosa tesa ad una scientifica e sistematica evasione di portata eccezionale". Stando alla ricostruzione della Procura, il sistema per acquisire i diritti dei film era finalizzato a frodare il fisco.
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