Parlando al World Economic Forum di Davos, David Cameron ha affermato che l'approccio della Gran Bretagna "non significa voltare le spalle all'Europa", ma "rendere l'UE più competitiva, aperta e flessibile".
Il primo ministro britannico ha però ribadito di non avere "alcuna intenzione di entrare nell'euro" e di voler "negoziare un nuovo accordo" con Bruxelles che "funzioni per il Regno Unito" e che sia accettato dal popolo.
Ieri Cameron, in un discorso alla nazione, aveva promesso ai cittadini un referendum "dentro o fuori" entro il 2017.
"Non faremo mai parte di un'unione politica europea"
Per il leader dei conservatori spingere i paesi europei a far parte di un'unione politica centralizzata sarebbe un grosso errore e la Gran Bretagna non vi parteciperebbe mai, poiché "i paesi in Europa hanno la loro storia, le loro tradizioni, le loro istituzioni, la loro capacità di prendere decisioni".
Le priorità della presidenza del G8
All’indomani del suo discorso sull’Unione Europea, Cameron ha presentato le priorità della sua presidenza del G8: la lotta all’evasione fiscale, la guerra al terrorismo dopo gli avvenimenti in Mali e far avanzare il libero scambio. Globalmente, per il politico, la competitività passa dalla gestione del debito, dalla riduzione delle imposte e dai miglioramenti nell’educazione.
Il primo ministro britannico ha inoltre esortato a una riduzione delle barriere commerciali, auspicando un accordo di libero scambio tra gli Stati Uniti e l’Unione Europea. Un’altra priorità del G8 sarà quella di migliorare la trasparenza dei governi e delle imprese, in modo particolare lottando contro la corruzione, tramite il miglioramento delle istituzioni.





