Dopo la pubblicazione dello studio da parte della SECO , stando al quale l'attuazione dell'iniziativa Weber sulle residenze secondarie comporterà la cancellazione di migliaia di posti di lavoro, le regioni di montagna esprimono una forte preoccupazione.
La Conferenza governativa dei cantoni di montagna e la Conferenza dei direttori cantonali dell'economia, a fronte delle ricadute negative, chiedono che le modalità di applicazione dell'iniziativa vengano definite in modo proporzionato alle circostanze.
Più soldi al turismo
Affermano inoltre, come peraltro il Gruppo svizzero per le regioni di montagna, che bisognerà mettere a disposizioni più risorse finanziarie a favore del turismo. L'attuale sistema di incentivi economici dovrà essere rafforzato.
Vallese allarmato più che mai
Particolarmente allarmato è il governo vallesano: “l'attuazione dell'iniziativa secondo l'ordinanza del Consiglio federale avrebbe ripercussioni inaccettabili per le regioni alpine”, scrive in un comunicato l'esecutivo cantonale. La nuova normativa dovrà perciò
essere applicata soltanto per quelle abitazioni non sfruttate dal profilo commerciale, dato che l'obiettivo dell'iniziativa era proprio quello di lottare contro il fenomeno dei “letti freddi”.
Il Vallese insiste poi su un punto: la futura legge dovrà garantire che le residenze primarie situate in comuni a debole potenziale economico possano essere trasformate in case di vacanza a determinate condizioni, ad esempio in caso di trasferimento del proprietario per regioni di lavoro.
Ticino più pacato
Anche secondo il canton Ticino “gli scenari che si prospettano, che peraltro non colgono di sorpresa, richiedono efficaci e tempestive risposte nell’ambito della politica economica regionale e turistica”. Nel comunicato diffuso nel pomeriggio, il Consiglio di Stato spiega in ogni caso che le diverse misure già in atto (è stato costituito uno speciale gruppo di lavoro) “potranno contribuire in modo sostanziale ad accompagnare il cambiamento”.
Il principale obiettivo di questi provvedimenti è di “accrescere, con la partecipazione attiva degli operatori sul territorio, il potenziale economico e occupazionale delle regioni periferiche, cogliendo così anche le opportunità prodotte da questa scelta popolare”.
Edilizia: SECO "cinica"
Principale vittima dell'iniziativa Weber sarà l'edilizia, commenta da parte sua la Società svizzera degli impresari costruttori, che giudica “cinico” il commento della SECO secondo cui i tagli occupazionali riguarderanno principalmente i lavoratori stranieri.




