L'iniziativa sulle residenze secondarie potrebbe, da qui al 2015, costare la perdita di 8'600 impieghi nell'arco alpino, principalmente nel settore dell'edilizia e in quello immobiliare. Per il 2025, l'impatto dovrebbe attenuarsi (-4'800 posti di lavoro). In campo alberghiero, invece, gli investimenti si ridurranno di 200 milioni nel solo 2016 rispetto a quelli che si avrebbero se il testo di Franz Weber non venisse applicato.
A sostenerlo sono le conclusioni a cui giungono due studi commissionati dalla Segreteria di Stato dell'economia, uno dei quali realizzato dagli economisti del BAK di Basilea. Tuttavia, precisa la SECO, molti dei lavoratori impiegati nell'edilizia sono assunti su base stagionale e provengono dall'estero. Le ripercussioni economiche dovrebbero quindi risultare tutto sommato sostenibili, anche se non si escludono effetti marcati in singole regioni.
I ricercatori sono giunti a queste cifre ipotizzando che il testo approvato dal popolo venga messo in atto secondo i termini dell'ordinanza approvata dal Consiglio federale nel 2012. La legislazione per l'esecuzione del principio votato lo scorso anno avrà un grande effetto sulle conseguenze.
Gallery video - Case secondarie: 8'600 posti a rischio
Gallery audio - Case secondarie: 8'600 posti a rischio
Contenuto audio
Il servizio di Roberto Scolla
RSI Info 21.02.2013, 13:33
Il servizio di Roberto Scolla
RSI Info 21.02.2013, 13:33







