Moody's vede nero per l'economia italiana e taglia le stime 2013. Il PIL dovrebbe quest'anno scendere dell'1,8%, più dell'1% precedentemente stimato; una crescita è prevista a partire solo dal 2014, quando il PIL dovrebbe salire dello 0,2%.
L'agenzia conferma il rating 'Baa2' per l'Italia, con prospettive negative, e avverte: senza un mandato chiaro per il Governo, le riforme sono a rischio. Lo stallo politico può pesare anche sulla fiducia degli investitori, con il rischio di costringere il Governo a cercare l'aiuto dell'Europa tramite l'ESM, il fondo salva Stati, e "potenzialmente la BCE".
Un'ipotesi, quest'ultima, "complicata" dalle difficoltà politiche perché ogni appoggio esterno "richiederebbe inevitabilmente un impegno credibile dell'Esecutivo a ulteriori riforme".
"Rischio di contagio"
L'outlook negativo riflette "l'elevato rischio che l'Italia possa perdere la fiducia degli investitori e l'accesso ai mercati privati del debito in seguito allo stallo politico e all'incertezza sulla futura direzione politica, così come al rischio contagio" dagli
altri paesi della periferia dell'area euro.
Sistema bancario debole
A complicare il quadro, è anche la debolezza del sistema bancario e il credito "limitato e costoso" per le piccole e medie imprese, "motore di crescita dell'economia italiana".
Moody's ha oltre 6'000 dipendenti e un fatturato di 2,35 miliardi dollari. Fondata nel 1909 da John Moody, un giornalista economico interessato alla trasparenza finanziaria delle aziende, ha sede a New York e l'azionista di controllo è il magnate statunitense Warren Buffett che opera tramite il suo fondo Berkshire Hathaway.



