Economia e Finanza

Economia italiana, Moody's vede nero

La recessione è più profonda delle attese

  • 27.04.2013, 11:10
  • Ieri, 12:03

Moody's vede nero per l'economia italiana e taglia le stime 2013. Il PIL dovrebbe quest'anno scendere dell'1,8%, più dell'1% precedentemente stimato; una crescita è prevista a partire solo dal 2014, quando il PIL dovrebbe salire dello 0,2%.

L'agenzia conferma il rating 'Baa2' per l'Italia, con prospettive negative, e avverte: senza un mandato chiaro per il Governo, le riforme sono a rischio. Lo stallo politico può pesare anche sulla fiducia degli investitori, con il rischio di costringere il Governo a cercare l'aiuto dell'Europa tramite l'ESM, il fondo salva Stati, e "potenzialmente la BCE".

Un'ipotesi, quest'ultima, "complicata" dalle difficoltà politiche perché ogni appoggio esterno "richiederebbe inevitabilmente un impegno credibile dell'Esecutivo a ulteriori riforme".

"Rischio di contagio"

L'outlook negativo riflette "l'elevato rischio che l'Italia possa perdere la fiducia degli investitori e l'accesso ai mercati privati del debito in seguito allo stallo politico e all'incertezza sulla futura direzione politica, così come al rischio contagio" dagli
altri paesi della periferia dell'area euro.

Sistema bancario debole

A complicare il quadro, è anche la debolezza del sistema bancario e il credito "limitato e costoso" per le piccole e medie imprese, "motore di crescita dell'economia italiana".

Moody's ha oltre 6'000 dipendenti e un fatturato di 2,35 miliardi dollari. Fondata nel 1909 da John Moody, un giornalista economico interessato alla trasparenza finanziaria delle aziende, ha sede a New York e l'azionista di controllo è il magnate statunitense Warren Buffett che opera tramite il suo fondo Berkshire Hathaway.

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