Economia e Finanza

Edilizia, trovato un accordo

Un sollievo per i circa 100'000 lavoratori della costruzione

  • 09.03.2012, 21:30
  • Ieri, 12:34
Foto Tipress

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  • �Ti-Press / Tatiana Scolari

Il conflitto sociale nel settore dell'edilizia è terminato. Le parti hanno infatti trovato un accordo, nel tardo pomeriggio di oggi, per concludere un nuovo Contratto nazionale mantello valido fino alla fine del 2015. Il testo dovrebbe entrare in vigore il primo aprile, mettendo fine ad un vuoto contrattuale durato tre mesi.

I risultati ottenuti verranno ora sottoposti ai vertici delle organizzazioni coinvolte, ovvero la Società svizzera degli impresari costruttori (SSIC), Unia e Syna, si legge in un comunicato odierno. Unia prenderà una decisione già domani, mentre Syna si esprimerà il 28 marzo, la stessa data in cui si terrà una riunione straordinaria della SSIC.

Un sollievo per i lavoratori

La notizia è un sollievo per i circa 100'000 lavoratori della costruzione, che attendevano la notizia dal 2 novembre, data in cui i negoziati per il contratto nazionale si erano ufficialmente arenati.

Le fasi dello stallo

Nel corso di questi quattro mesi, le parti si sono accusate a vicenda della responsabilità del fallimento delle trattative. A fine novembre, Unia e Syna avevano mobilitato diverse migliaia di lavoratori per denunciare l'impasse. Già in settembre, intuendo lo stallo, i sindacati aveva organizzato una manifestazione che aveva attirato 12'000 persone, chiedendo fra le altre cose un aumento salariale dell'1,8% o di 100 franchi mensili.

Dal canto loro gli impresari, a fine gennaio, avevano inviato al Consiglio federale una petizione con 24'000 firme di lavoratori, volta a prolungare fino al raggiungimento di un accordo il contratto scaduto alla fine del 2011.

Accordi a livello cantonale

Visto il vuoto contrattuale presente, nelle ultime settimane si sono stipulati diversi accordi a livello cantonale. È il caso del canton Ticino , del Vallese e di Ginevra, dove i sindacati hanno ottenuto un aumento salariale dell'1%, con effetto retroattivo al primo gennaio.

In questi tre cantoni è stato convenuto che gli accordi transitori decadranno nel caso di accettazione di un accordo nazionale.

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