Sale ancora la pressione sul palazzo del presidente egiziano, ormai assediato per il terzo giorno consecutivo da migliaia di persone. La manifestazione del "cartellino rosso", come l'hanno chiamata gli organizzatori prendendo in prestito il linguaggio calcistico, è andata via via crescendo nelle ore.
In serata è poi giunto un segnale di apertura: il vicepresidente Mekki ha detto che, con certe garanzie dalle opposizioni, il capo dello Stato Morsi potrebbe rinviare il contestato referendum costituzionale. Per gli egiziani all'estero l'inizio del voto è stato spostato a mercoledì.



