A metà gennaio, intervistato dal Tages-Anzeiger, Sergio Ermotti aveva affermato che sarebbe rimasto CEO di UBS “almeno sino alla fine del 2026 o la primavera del 2027”, una volta completata l’integrazione di Credit Suisse. Una scadenza che viene ora messa in forse dallo stesso presidente di direzione del gigante bancario elvetico. “La decisione di dimettermi non è definitiva”, ha detto il 65enne al microfono del canale statunitense di informazioni finanziarie CNBC. Dichiarazioni che sono state fatte mercoledì, a margine della presentazione dei risultati di UBS che ha chiuso il 2025 con un utile di 7,8 miliardi di dollari.
In buona sostanza, Ermotti dice che la sua partenza non è ancora sicura e che al momento è focalizzato sull’integrazione di Credit Suisse in UBS. La decisione sul suo futuro sarà presa quando ci sarà “miglior chiarezza sullo stato di integrazione tra le due banche”.
Per quanto riguarda la sua successione, il CEO di UBS ha sottolineato, che ci sono buone soluzioni interne, ma che il consiglio di amministrazione sta guardando anche all’esterno e che si arriverà alla giusta decisione a tempo debito.




