Il Consiglio direttivo della Banca centrale europea (BCE) presieduto da Mario Draghi, ha deciso di mantenere invariato all'1% il tasso di riferimento principale per l'eurozona, un tasso che è al suo livello storico più basso.
A dispetto delle molteplici richieste arrivate dal mondo politico europeo per un taglio dei tassi, l'Eurotower ha optato per mantenere lo status quo, lasciando invariati anche il tasso marginale all'1,75% e quello sui depositi allo 0,25%.
"La crescita economica dell'area euro rimane debole con un'incertezza aumentata che pesa sulla fiducia". Così si è espresso il presidente della BCE, Mario Draghi, precisando che la banca centrale fornirà liquidità illimitata alla banche fino alla fine del 2012.
No a più tasse
"Il consolidamento fiscale nel medio termine non può e non deve essere basato su aumenti delle tasse", ha ancora ammonito Draghi, dopo aver enumerato le riforme mese in atto da Italia, Grecia, Spagna, Portogallo e Irlanda. La Banca centrale europea ha intanto ulteriormente peggiorato la sua stima sulla crescita dell'Eurozona: il Pil 2012 è ora atteso, ha annunciato il presidente Draghi, fra -0,5% e +0,3%.
Proseguire con le riforme
"Il fiscal compact è un primo grande passo importante e Paesi come l'Italia, la Spagna e la Grecia hanno varato misure importanti" ha ancora affermato il presidente della BCE, aggiungendo che il progresso deve ora continuare con riforme strutturali e del lavoro, attraverso la diminuzione della pressione fiscale e il taglio della spesa. La BCE monitorerà "molto da vicino" tutti gli sviluppi ed è "pronta ad agire" ma non può risolvere tutti i problemi.



