Il pagamento in euro dei salari ai frontalieri è illegale nel canton Giura. Lo ha deciso il tribunale arbitrale giurassiano, dando così ragione al sindacato Unia che aveva denunciato questa pratica da parte del gruppo industriale zurighese Von Roll sui siti di Choindez e Delémont. Von Roll ha un mese di tempo per ricorrere contro questa decisione.
Il presidente del tribunale arbitrale, il giudice Damien Rérat, ha precisato oggi di aver emesso la sentenza il 12 settembre nell'ambito di una procedura privata di arbitraggio tra Unia e Swissmem, l'associazione padronale che rappresenta l'industria meccanica, elettrotecnica e metallurgica. Il caso riguardava il versamento di salari in euro di dipendenti della Von Roll che non vivono in Svizzera.
Il sindacato Unia soddisfatto
Secondo Unia, questo modo di fare “violava le misure d'accompagnamento alla libera circolazione delle persone ed era discriminatorio”. Felicitandosi per la decisione del tribunale, il sindacato sottolinea nella nota che il rafforzamento del franco “è un rischio imprenditoriale che deve essere a carico del datore di lavoro”.
A Berna bocciata un’iniziativa parlamentare di Marina Carobbio
La scorsa settimana il Consiglio Nazionale aveva bocciato, con 118 voti contro 62, un'iniziativa parlamentare della socialista ticinese Marina Carobbio, che voleva combattere il dumping salariale impedendo di versare i salari in euro. Il testo chiedeva di modificare il Codice delle obbligazioni in modo che il salario fosse imperativamente pagato in moneta legale, ossia in franchi svizzeri.





