La crisi dell'Eurozona, la forte valutazione del franco svizzero e la bassa congiuntura hanno continuato a penalizzare il commercio estero elvetico, facendo calare leggermente sia esportazioni sia le importazioni del primo semestre dell'anno.
Risultati negatvi
Secondo le statistiche dell'Amministrazione federale delle dogane, globalmente l'export è sceso dello 0,2%, a 100,05 miliardi di franchi, l'import dello 0,3%, a 88,4 miliardi. Per la zona euro i dati sono rispettivamente di -4,1% e -5,3%; ha compensato la crescita del commercio con Nordamerica e Asia. Per sette settori su dieci le vendite svizzere all'estero sono risultate negative rispetto al valore dello stesso periodo dell'anno precedente, indica l'AFD.
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RG 12.30 FELICIONI EXPORT 19.07.12.MUS
RSI Info 19.07.2012, 14:31
Servizio di Alessandra Felicioni
RSI Info 19.07.2012, 14:31
Orologeria sempre di primaria rilevanza, forte flessione per carta e industria grafica
Grande importanza la costituisce l'orologeria, che per il quinto semestre consecutivo registra una progressione a due cifre, e più precisamente del 16,4%. L'industria chimica e farmaceutica, primo settore d'esportazione elvetico, ha visto crescere le sue forniture all'estero del 2,8%. Un +1,4% è stato realizzato da derrate alimentari, bevande e tabacchi. Al contrario l'industria della carta e delle arti grafiche marca un severo -19,5%. Con l'UE l'export è calato del 3,3%, ma è salito di circa il 10% con le Americhe e dell'1,7% con l'Asia.
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