Potrebbero essere più dei 23 annunciati ieri gli ostaggi rimasti uccisi (insieme a 32 terroristi) nell'attacco contro l'impianto per l'estrazione del gas di In Amenas. "Temo purtroppo che il bilancio debba esser rivisto al rialzo", ha detto il ministro della comunicazione algerino Mohamed Said a una radio pubblica.
Non esistono finora cifre ufficiali riguardo agli stranieri. Mancano all'appello 10 giapponesi, mentre la Gran Bretagna, tramite il premier David Cameron, ha confermato la morte di tre suoi cittadini. Altri tre sono dispersi. Tra le vittime ci sono anche francesi, due rumeni (il secondo è deceduto in ospedale) e almeno un americano. I nipponici sarebbero fra gli uccisi: nove di essi sono stati abbattuti già il primo giorno, mercoledì, hanno riferito due ex ostaggi algerini.
"Rinvenuti altri 25 corpi"
Stando a una rete privata, oggi sul sito di In Amenas sarebbero stati rinvenuti altri 25 corpi, ancora da identificare. La medesima fonte sostiene inoltre che 5 terroristi sono stati catturati vivi e che altri 3 sarebbero in fuga. Le forze di sicurezza algerine stanno continuando a perlustrare il complesso di In Amenas.
Rivendicazione
I sequestratori, ha reso noto oggi Said, erano di sei (no specificate) nazionalità diverse. Tra loro c'erano sia arabi che africani e, presumibilmente, anche europei. La mente dell'operazione è l'algerino Mokhtar Belmokhtar, che l'ha rivendicata in un video di cui riferisce il sito internt mauritano Sahara Media. L'ex "emiro" di al Qaida nel Maghreb islamico afferma che l'Algeria è stata presa di mira per aver concesso alla Francia di utilizzare il suo spazio aereo per compiere bombardamenti nel nord del Mali, bombardamenti di cui Belmokhtar ha chiesto la fine.
Gallery audio - In Amenas, forse più numerosi i morti
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La corrispondenza di Antonella Tarquini
RSI Info 20.01.2013, 19:19





