La Borsa svizzera ha aperto la giornata di mercoledì in forte ribasso: alle 9.45 l'indice dei valori guida SMI segnava 8'000 punti, in flessione del 2,5% rispetto a martedì. Si tratta del livello più basso raggiunto nell'ultimo anno. La seduta positiva di martedì sembra quindi assumere il carattere di un mero rimbalzo tecnico, all'interno di una tendenza di fondo che rimane al ribasso.
La piazza elvetica, come le altre, sta soffrendo per il calo del costo del petrolio, il cui prezzo del barile è tornato a scendere sotto i 28 dollari, sulla scia della rimozione delle sanzioni all'Iran. Questo ha fatto scattare gli ordini di vendita sulle borse asiatiche, in particolare Tokyo (Nikkei -3,71% a 16'416).
Le altre piazze europee hanno anche avviato le contrattazioni molto deboli. Nel dettaglio vanno segnalate Francoforte (Dax -2,42% a 9430), Londra (Ftse-100 -1,98% a 5760), Milano (Ftse Mib -2,8% a 18'350) e Parigi (Cac 40 -2,36% a 4171). Intanto Wall Street ha chiuso ieri contrastata (Dow Jones +0,17% a 16'016, Nasdaq -0,26% a 4476).
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