Come ampiamente prevedibile, il Nazionale ha affossato definitivamente la Lex USA, la legge federale urgente presentata dal Consiglio federale per agevolare la ricerca di una soluzione nella vertenza che oppone alcune banche elvetiche al fisco americano.
Per 123 voti a 63 e 4 astensioni, la Camera del popolo non è entrata in materia per la seconda volta sul dossier, decretandone l'archiviazione.
Gli Stati si erano pronunciati nuovamente, stamani, a favore della normativa, coscienti però dell'inevitabile bocciatura nel pomeriggio. Entrambi i rami del Parlamento hanno accolto una dichiarazione giuridicamente non vincolante che incarica il Consiglio federale di trovare una soluzione. "Non servirà a molto (nei confronti di Washington, ndr) ma non costa nulla", ha sintetizzato l'ecologista Louis Schelbert.
La ministra delle finanze Eveline Widmer-Schlumpf si è detta molto dispiaciuta dalla decisione della Camera bassa. Il Governo unanime aveva evidenziato i rischi del "no", in particolare l'apertura di nuovi procedimenti giudiziari nei confronti di istituti di credito elvetici, che potrebbero pagare conseguenze ancor più pesanti di quelle che avrebbe comportato il "sì" alla collaborazione sotto forma di trasmissione di dati.
L'Associazione svizzera dei banchieri si rammarica dell'affossamento della legge urgente e paventa un vuoto giuridico che, si augura, il Governo potrà colmare. La norma, secondo l'ASB, costituiva il modo migliore per garantire la certezza del diritto, permettere alle banche di usufruire del programma statunitense e chiudere con il passato. Ora invece le conseguenze per il settore finanziario e l'intera economia elvetica saranno incalcolabili. La Svizzera, ammonisce l'associazione, non può prendere alla leggera il rischio di un'ulteriore accusa contro un istituto.
I consiglieri nazionali hanno commentato in diretta Twitter l'affossamento della Lex USA. Molto attivi i ticinesi, come Pierre Rusconi (UDC) - "No ai diktat!" - e Roberta Pantani (Lega) - "E due! Lex USA a casa definitivamente". Durissimo il post di Christoph Mörgeli (UDC/ZH): "Signora Widmer-Schlumpf, lei non ha la maggioranza in Parlamento e rappresenta un partito-bonsai. Si faccia da parte". Curiosa, invece, la posizione della socialista Jacqueline Badran (ZH), in antitesi con il suo partito: "Una storica decisione sbagliata del Consiglio Nazionale".
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RG 18.30, considerazioni da Berna e ospiti
RSI Info 19.06.2013, 20:49




