Era una votazione tutt’altro che scontata quella di oggi al Consiglio degli Stati: a metà pomeriggio i deputati hanno accolto la cosiddetta Lex USA, la normativa urgente elaborata dal Consiglio federale per agevolare la ricerca di una soluzione nella vertenza che oppone alcune banche elvetiche al fisco americano.
Sono stati 24 i voti a favore, 15 i contrari e due gli astenuti. Solo qualche ora prima, la Camera alta era entrata in materia con 24 sì, 20 no e un astenuto. Ora il testo passerà al Nazionale che ne discuterà il 18 giugno.
E’ fissata invece per domani la seduta della Commissione preparatoria che dovrà formulare una raccomandazione al plenum.
La presa di posizione della Commissione degli Stati
La Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio degli Stati, ad inizio settimana, aveva bocciato la legge urgente con 7 voti contro 6. PS, PLR e UDC si erano detti contrari alla norma, mentre PPD, PBD, Verdi e Verdi liberali a favore.
Alcuni correttivi apportati dai deputati
Rispetto al progetto governativo, il plenum ha apportato qualche correttivo volto a migliorare la protezione anche di quei soggetti terzi, ossia fiduciari e avvocati, i cui dati potrebbero essere trasmessi alle autorità fiscali americane. Il personale degli istituti, come anche eventuali soggetti esterni coinvolti in casi di elusione fiscale di cittadini americani, potranno invocare la legge sulla protezione dei dati per difendere i loro interessi. Queste persone avranno dieci giorni di tempo, dal momento in cui vengono informati dalla banca, per impugnare la decisione.
La Camera alta ha poi approvato due proposte di Luc Recordon (Verdi/VD) con cui si chiede alla FINMA, l'autorità di sorveglianza dei mercati finanziari, di avviare un'inchiesta sulle pratiche, e la loro legalità, delle banche e altri attori finanziari nelle gestione dei patrimoni della clientela off-shore a partire dal 2001. Recordon ha invocato la necessità di conoscere a fondo gli antefatti storici che hanno condotto alla difficile situazione attuale.
Karin Keller-Sutter (PLR), “Mi sento come una giocatrice di calcio alla quale direbbero: gioca anche se non conosci le regole”.
Werner Luginbühl (PBD), “Avevamo la scelta tra un atterraggio di emergenza e un crash”.
Pirmin Bischof (PPD), “Non so più se faccio parte o no della maggioranza”.
Anita Fetz (PS): “E’ una scelta fra la peste e il colera. Il mio sì mi costerà caro”.
Hannes Germann (UDC): “Inviamo un segnale agli Stati Uniti: la Svizzera è uno Stato di diritto e lo resterà”.
Questa norma permette agli istituti di credito di trasmettere i dati bancari richiesti dagli Stati Uniti, senza che il Governo debba ricorrere al diritto d’urgenza. La legge prevede inoltre la consegna di dati relativi agli impiegati di banca e a intermediari.
Questa cooperazione dovrebbe permettere alle banche di evitare problemi con il fisco statunitense. Ogni istituto dovrà sottoscrivere un programma proposto da Washington. Punto questo che ha sollevato una serie di perplessità, siccome non si è a conoscenza del vero contenuto di questo programma.




