Ha suscitato polemiche e proteste, in Spagna, il provvedimento del Governo che, a partire da ieri, ha abolito l'assistenza sanitaria gratuita per oltre 900mila clandestini che non versano contributi alla previdenza sociale.
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La corrispondenza di Alessandro Oppes
RSI Info 02.09.2012, 11:27
Manifestazioni di protesta in varie città
Alcune centinaia di persone hanno manifestato a mezzogiorno davanti all'ospedale madrileno 'Gregorio Maranon', uno dei principali di Madrid. Analoghe mobilitazioni si sono verificate in numerose città spagnole, come Valencia, Burgos, Lanzarote e Las Palmas de Gran Canaria.
Convocata dalla “Rete per il diritto ad avere diritto”, che riunisce una trentina di organizzazioni della società civile, associazioni di immigrati e rifugiati e di difesa dei diritti umani, la protesta nella capitale è culminata con un grande cordone umano che ha circondato il complesso ospedaliero.
Un provvedimento per il risparmio
Obiettivo delle proteste era la revoca del decreto approvato ad aprile dal Governo conservatore presieduto da Mariano Rajoy, nell'ambito delle misure urgenti con le quali il Ministero prevede di risparmiare 7 miliardi di euro, per centrare l'obiettivo del deficit imposto da Bruxelles.
Il Governo ha introdotto i ticket per i farmaci, del 10% per i pensionati, fino al 60% per i redditi superiori ai 100’000 euro annui. Sempre ieri, poi, è scattato l'aumento dell'IVA, con il tasso massimo che dal 18 passa al 21%.
Sei regioni continuano ad offrire l’assistenza
L’Esecutivo mira a limitare il cosiddetto “turismo sanitario” per tagliare 1,5 miliardi nell'anno. Sei regioni, fra le quali la Catalogna e la Galizia (quest'ultima governata dal Partito Popolare) si sono opposte al provvedimento e continueranno ad erogare
l'assistenza ordinaria ai clandestini.
Il Paese Basco, le Asturie e l'Andalusia faranno fronte alle spese sanitarie. La Catalogna rilascerà una tessera sanitaria specifica, che garantirà l'accesso ai servizi medici a tutti gli stranieri che dimostreranno entrate inferiori ai 600 euro mensili, il reddito minimo sociale, e di essere da almeno tre mesi residenti nella regione. La Galizia darà sei mesi di tempo agli immigrati affinché dimostrino la mancanza di risorse e la residenza nella regione.
Altre autonomie, come Murcia, continueranno a erogare assistenza, ma invieranno le fatture ai paesi d'origine degli immigrati cittadini di Stati che non abbiano accordi di reciprocità con lo Stato spagnolo.
500'000 stranieri iscritti all’assistenza non risiedono in Spagna
Secondo le stime del Ministero della sanità, almeno la metà del milione di stranieri iscritti all'assistenza sanitaria dal 2002 non risiede nel paese. Di questi, il 30% sono cittadini europei e il resto extraeuropei, che in passato hanno beneficiato del “turismo Sanitario”.
Prestazioni urgenti garantite
Tuttavia, anche senza tessera sanitaria, che consente l'accesso al medico curante, gli stranieri avranno diritto a essere assistiti nelle urgenze ospedaliere, e saranno garantite le prestazioni a donne in gravidanza, minori di 18 anni ed ammalati di AIDS o di patologie contagiose.





