I dati Eurostat indicano che la zona euro nel suo insieme è uscita dalla recessione nel secondo trimestre dell'anno, facendo segnare una progressione del PIL dell'0,3%, contro lo 0,2% previsto dagli analisti. "La ripresa è a portata di mano ma bisogna proseguire sulla via delle riforme", ha commentato il commissario Olli Rehn.
L'economia francese è cresciuta dello 0,5% nel medesimo periodo (aprile-giugno), grazie soprattutto alla tenuta dei consumi.
Il risultato, molto migliore di quanto previsto, cade dopo due trimestri negativi (-0,2%) e segna l'uscita del paese dalla recessione tecnica. A questo punto l'obiettivo del governo di un PIL in rialzo dello 0,1% a fine anno diventa più concreto.
Meglio ha fatto però la Germania che ha registrato una crescita dello 0,7% nel secondo trimestre (+0,9% su base annua) che è il miglior risultato da un anno a questa parte.
Buone notizie arrivano pure dal Portogallo, che ha a sua volta detto addio al segno meno dopo due anni (+1,1), segno meno che permane invece in Italia e Spagna (rispettivamente -0,2 e -0,1%), che pure danno comunque segnali di ripresa. Restano in recessione anche Cipro e i Paesi Bassi.
RedMM







