Economia e Finanza

Lex USA, il Nazionale dice "no"

Bocciata l'entrata in materia, il dossier torna agli Stati

  • 18.06.2013, 13:22
  • Ieri, 12:26

Con 126 voti contro 67 (e 2 astenuti) il Consiglio nazionale ha bocciato stamani l'entrata in materia sulla cosiddetta "Lex USA", la legge urgente voluta dal Governo federale per permettere alle banche di collaborare con le autorità statunitensi senza violare il diritto elvetico. Il dossier torna ora agli Stati, che la scorsa settimana, a sorpresa, avevano dato il via libera alla norma.

Se la Camera alta dovesse ribadire la sua posizione, il testo tornerebbe sul banco dei deputati. Un secondo rifiuto da parte loro condannerebbe definitivamente il progetto, la cui sorte sembra a questo punto segnata.

I contrari

Socialisti, PLR e UDC sono rimaste fedeli alla loro posizione contraria al testa e solo pochi "franchi tiratori" non hanno seguito le indicazioni dei rispettivi partiti, malgrado Eveline Widmer-Schlumpf abbia insistito ancora una volta sui rischi connessi a una bocciatura, che potrebbe mettere in pericolo la sopravvivenza di alcuni istituti finanziari. Per gli oppositori, tuttavia, lo scetticismo è d'obbligo, visto che i dettagli del programma di Washington in caso di un "sì" all'intesa non sono stati divulgati, in particolare l'ammontare delle sanzioni economiche. Non c'è la certezza che la vertenza così sarebbe definitivamente chiusa e, cedendo a quello che è percepito come un "diktat," non si vuole inoltre creare un precedente che potrebbe indurre anche altri paesi, o l'Unione Europea nel suo insieme, a esercitare pressioni analoghe sulla Svizzera.

I favorevoli

La stabilità della piazza finanziaria era l'argomento principale portato in aula dai favorevoli al testo, ritrovatisi in minoranza. Certo il boccone è amaro, ma le banche stesse di sono dette disposte ad ingoiarlo: "vogliono mettersi in regola e hanno bisogno di sicurezza giuridica", ha riassunto la popolare-democratico Lucrezia Meier-Schatz.

Daniel Ganahl e Gianmaria Giulini

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  • Ascolta l'intervista a Giovanni Barone Adesi

    RSI Info 18.06.2013, 14:29

Jean Christophe Schwaab (consigliere nazionale PS)
"Voterò sì per proteggere gli impiegati di banca e preservare l'impiego".
Ada Marra (consigliera nazionale PS)
"Abbiamo un'opportunità storica: dire alle banche che non sempre lo Stato sarà dietro di loro".

PS
"Diremo 'no' poiché è perverso consegnare i nomi degli impiegati e non quello dei clienti".
Andrea Caroni (consigliere nazionale PLR)
"Non bisogna entrare nella tana del leone; siate prudenti come la volpe".

Lucrezia Meier-Schatz (consigliera nazionale PPD)
"Siamo stufi di assumere il ruolo di pompieri, ma bisogna agire per permettere alle banche di mettersi in regola".
Christoph Blocher (consigliere nazionale UDC)
"Chi voterà 'sì' ha paura".

Christoph Blocher
"Se altri paesi seguono l'esempio, nessuna banca riuscirà più a pagare".
Eveline Widmer-Schlumpf (consigliera federale PBD)
"Con la Lex USA si proteggono meglio gli impiegati di banca".

Eveline Widmer-Sclumpf
"Se non facciamo nulla, c'è il rischio che l'incendio si propaghi".
Eveline Widmer-Schlumpf
"In caso di 'no', la Svizzera rischia la reputazione".

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  • RG 18.30, Il servizio di Mattia Serena

    RSI Info 18.06.2013, 20:01

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