Il timore di un rischio default questa volta non arriva dalla Grecia, ma dalla Spagna, nelle cui casse non rimane quasi niente per pagare i salari dei dipendenti pubblici.
Il Governo di Mariano Rajoy ha lanciato un grido d'allarme nel giorno in cui Madrid ha incassato il sì del Parlamento tedesco al piano di aiuti per ricapitalizzare le banche iberiche.
Fondamentale l’intervento della BCE
«Se la Banca centrale europea non avesse comprato titoli di Stato, il Paese sarebbe fallito». Lo ha dichiarato giovedì il Ministro del bilancio spagnolo, Cristóbal Montoro, impegnato in Parlamento a difendere il nuovo piano di austerità da 65 miliardi di euro, imposto da Bruxelles, in cambio di un anno supplementare per riportare il deficit sotto la soglia del 3% del PIL. Nelle prossime ore, la Spagna dovrebbe ricevere l’ultimo “timbro” dell’Eurogruppo per lo stanziamento dei 30 miliardi per ricapitalizzare gli istituti di credito.
Scoppia la protesta popolare
Intanto, Madrid è stata invasa da una folla di manifestanti contro il piano di austerità annunciato giovedì dall’Esecutivo. I sindacati hanno invitato i cittadini a scendere in piazza anche in un’altra ottantina di località della Penisola. La recessione sta colpendo duramente la popolazione spagnola, che deve fare i conti con un tasso di disoccupazione del 25%.







