Novartis si inchina anche davanti alla Corte suprema di New Delhi nell'ultimo episodio del processo sul Glivec, un farmaco per la cura dei tumori che ora potrà essere prodotto come generico a basso prezzo per salvaguardare il diritto alla salute della popolazione.
La disputa giudiziaria risale al 2006: al colosso elvetico era stato negato il brevetto sul medicinale, poiché i giudici avevano sostenuto che vi fosse stata solo la minima modifica molecolare di un agente già conosciuto.
"Decisione che scoraggia l'innovazione"
La multinazionale aveva fatto ricorso, incassando prima il rifiuto del Tribunale ordinario e poi quello dell'Alta corte di New Delhi. Inutile, infine, anche l'ultimo reclamo datato 11.09.2012. "È una decisione che scoraggia l'innovazione, che è essenziale perché la scienza medica avanzi a profitto dei pazienti", è stata la reazione dell'azienda elvetica, che aveva minacciato di non fornire più al mercato indiano i suoi farmaci più recenti.
Dichiarazione di Berna soddisfatta
"La salute pubblica viene prima dei profitti", questo è il senso della sentenza indiana secondo la Dichiarazione di Berna, che se ne rallegra. Secondo l'ONG, ne uscirà rafforzata la clausola di salvaguardia che impedisce il moltiplicarsi dei brevetti di sostanze già note senza che ci sia una prova di un'accresciuta efficacia. A Novartis viene quindi rivolto un invito "a maggiore responsabilità" e a facilitare l'accesso ai suoi prodotti anche ai malati dei paesi meno sviluppati (e ricchi).
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La corrispondenza di Maria Grazia Coggiola
RSI Info 01.04.2013, 14:23
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Le reazioni raccolte da Monica Fornasier
RSI Info 01.04.2013, 14:19




