Economia e Finanza

Nuove indagini sulle banche svizzere

La FINMA sta conducendo un'inchiesta per possibile manipolazione dei corsi delle valute straniere; coinvolti anche istituti esteri

  • 04.10.2013, 13:10
  • Ieri, 12:26
Patrick Raaflaub, direttore della FINMA

Patrick Raaflaub, direttore della FINMA

  • KEYSTONE

L’autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (FINMA) sta conducendo un'inchiesta presso diversi istituti finanziari svizzeri per possibile manipolazione dei corsi delle valute straniere.

In un comunicato stampa diffuso venerdì mattina, viene spiegato che le indagini sono coordinate con le autorità estere, perché nella vicenda sono potenzialmente coinvolti anche diversi istituti di credito a livello mondiale.

Nel testo non vengono però forniti dettagli sulle banche implicate, né ulteriori spiegazioni sull’inchiesta in corso. Nemmeno il portavoce Vinzenz Mathys ha voluto essere più esplicito al riguardo.

No comment di UBS e Credit Suisse

Contattati dall'agenzia finanziaria Awp i due istituti non hanno voluto né confermare né smentire di essere al centro dell'indagine della FINMA. La Banca cantonale di Zurigo non sembra invece essere nel mirino degli inquirenti: un portavoce ha fatto sapere di non essere a conoscenza di alcuna indagine.

Ultimo aggiornamento 12.51

Red.MM/ATS/SM-cos

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  • RG 18.30 Il servizio di Alessandra Felicioni

    RSI Info 04.10.2013, 20:11

Due licenziamenti importanti presso UBS

Negli scorsi giorni, UBS avrebbe licenziato due direttori attivi proprio nel settore delle valute: lo scrive Inside Paradeplatz, stando al quale - secondo informazioni non confermate - i due dipendenti erano attivi rispettivamente a Zurigo e a New York e il loro allontanamento sarebbe in relazione con le indagini che sta portando avanti la FINMA.

Altre inchieste in corso

La FINMA non è la prima autorità di vigilanza che indaga su possibile manipolazioni dei corsi delle valute. A giugno, infatti, l'inglese FCA aveva annunciato un'inchiesta nello stesso senso. Nel mirino vi erano, a quanto sembra, grandi banche internazionali. Stando al Financial Times, il sospetto era che gli istituti sfruttassero le informazioni sui previsti interventi di acquisto e vendite da parte dei loro clienti per agire in proprio sugli stessi mercati.

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