Dopo oltre 30 mesi di crescita, le esportazioni orologiere sono calate in settembre. Questa flessione – del 2,7% a 1,73 miliardi di franchi – era però attesa e non preoccupa la Federazione dell'industria orologiera elvetica.
Hong Kong e gli Stati Uniti si confermano essere i mercati più interessanti per la Svizzera. L'export in direzione dell'ex colonia britannica è però fortemente diminuito, di ben il 19,9% a 333,5 milioni di franchi, quello verso gli USA è invece sceso di “solo” il 5,4% a 176,1 milioni.
In Europa il principale mercato è la Francia che fa segnare una progressione del 2,6% a 121,5 milioni di franchi. L'”esagono” supera così la Cina, dove il fatturato ha fatto segnare un calo del 27,5% a 113,1 milioni.
Terzo trimestre: frenano le esportazioni svizzere
In generale nel terzo trimestre del 2012, sia le esportazioni svizzere sia le importazioni hanno registrato un incremento, rispettivamente del 5,1% e 2,3%. Quest'andamento è stato tuttavia in gran parte influenzato dal rincaro dei prezzi, in particolare dal lato delle esportazioni. In termini reali risulta un leggero calo per entrambe le voci (rispettivamente -1,5% e -1,3%). Nel solo mese di settembre il calo in termini reali è stato molto più marcato, rispettivamente dell'8% e del 6,4%.
Per quanto riguarda lo sviluppo dell'export, il ramo dell'industria chimico-farmaceutica e quello dell'orologeria hanno giocato un ruolo determinante. La bilancia commerciale chiude dunque con un surplus di 6,5 miliardi di franchi, indica l'Amministrazione federale delle dogane in una nota odierna.





