Occorre rafforzare le relazioni istituzionali tra Svizzera e Unione europea. Questo è l'obiettivo del nuovo ambasciatore dell'Unione europea a Berna Richard Jones, che si è espresso oggi per la prima volta davanti ai media.
“Dove c'è volontà politica, una soluzione può essere trovata”, ha affermato alludendo alle recenti dichiarazioni della presidente della Confederazione Eveline Widmer-Schlumpf. Mercoledì la consigliera federale aveva affermato a Bruxelles che la Svizzera intende sottoporre nelle prossime settimane alla Commissione europea proposte concrete per la risoluzione di questioni istituzionali.
E la conclusione di un'intesa su questo punto è essenziale per continuare sulla via bilaterale: in mancanza di un accordo sulle questioni istituzionali, i negoziati specifici per l'accesso a nuovi settori del mercato unico saranno bloccati, compresi quelli riguardanti l'elettricità, ha ammonito Jones.
Politica fiscale
Commentando la firma di un protocollo aggiuntivo all'accordo fiscale tra Svizzera e il suo paese, la Gran Bretagna, Jones ha osservato che “la politica fiscale è principalmente di competenza degli Stati membri”. Quest'ultimi possono concludere accordi fiscali con i paesi terzi come la Svizzera, “a condizione che non interferiscano con il diritto comunitario vigente». Condizione che a mia conoscenza entrambe le parti hanno preso in considerazione”, ha precisato Jones.




