L’organizzazione Aphekom, che ha condotto l’indagine, ha studiato per 3 anni 25 città europee in 12 paesi; nessuna di queste in Svizzera. Sessanta gli scienziati impegnati a raccogliere e confrontare dati.
I ricercatori hanno concluso che ogni anno sono 19mila i morti causati dal superamento della soglia di 10 microgrammi al metro cubo di polveri sottili (PM2,5), stabilita dall’Organizzazione mondiale della sanità.
Morti che hanno un prezzo anche per la collettività, quantificato in oltre 31 miliardi di euro: sono i cosiddetti costi sociali, come spese sanitarie o assenteismo.
Al contrario, il rispetto del limite, cosa che per ora riesce solo alla capitale svedese Stoccolma tra le città censite, si traduce in un allungamento fino a 22 mesi della prospettiva di vita.
Crescita delle malattie croniche
Per chi abita in prossimità di una grande arteria viaria, Aphekom adombra anche il rischio di contrarre più facilmente malattie croniche dell'apparato respiratorio e cardiocircolatorio. Le ricerche in 10 città hanno evidenziato per esempio un aumento del 15% dei casi di asma infantile, imputabili proprio al traffico urbano.




