Gallery audio - Salari minimi non sempre rispettati
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Il servizio di Johnny Canonica
RSI Info 27.04.2012, 20:31
Più di un terzo (il 35% per la precisione) delle imprese straniere che hanno impiegato lavoratori distaccati in Svizzera nel 2011 sono sospettate di non aver rispettato i salari minimi previsti dai contratti collettivi. Il tasso è del 26% per i datori di lavoro elvetici, in netto ribasso.
Le cifre sono contenute in un rapporto della Segreteria di Stato dell'economia, che parla di dumping salariale nel 14% delle aziende estere e nel 9% di quelle svizzere nei settori dove invece non sono in vigore convenzioni.
Industria di trasformazione, commercio e sanità sono i settori in cui le violazioni vengono riscontrate con maggiore frequenza.
Oltre 30'000 controlli
Il documento è il frutto di 32'700 controlli effettuati nel corso dell'anno da commissioni tripartite o paritetiche, molti più dei 27'000 stabiliti come minimo dall'ordinanza federale in materia. Circa la metà delle infrazioni constatate ha portato ad una sanzione inflitta dalle autorità del cantone di competenza e le procedure di conciliazione hanno portato nel 70-80% dei casi al pagamento della differenza dovuta ai lavoratori sottopagati.
Un indipendente su 10 è fittizio
Se per il numero delle violazioni si assiste nel complesso a un calo, sono invece ancora una volta aumentati i lavoratori distaccati chiamati a lavorare nel nostro paese, in provenienza da Stati dell'UE o dell'AELS: erano stati 59'125 nel 2010, sono diventati 66'150 lo scorso anno. E in tutto, i permessi di breve durata rilasciati sono stati 180'000 (+22%). Sono cresciuti, del 21%, anche gli indipendenti annunciatisi, soprattutto nel settore edilizio e manifatturiero. Il 10% di essi, stima la SECO sulla base delle verifiche effettuate, è costituito da falsi indipendenti.
Le reazioni
C'è ancora molto da fare: si riassume così, in sostanza, la reazione dell'Unione sindacale svizzera, di Unia e di Travail.Suisse ai dati pubblicati dalla SECO. La maggiore diffusione dei salari minimi e sanzioni più severe per chi sgarra sono le due soluzioni proposte, accanto a un'intensificazione dei controlli. Per l'Unione delle arti e mestieri, addirittura, le cifre non riflettono la realtà: il fenomeno dei falsi indipendenti è molto più vasto di quanto affermato.
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