Il Consiglio federale vuole unificare il diritto penale fiscale. Il Governo ha posto in consultazione fino al 30 settembre una revisione della legge che indebolisce il segreto bancario.
In sintesi, i cantoni dovrebbero poter esigere dagli istituti informazioni in caso di sottrazione fiscale e non soltanto di frode, avendo in questo modo, come ha spiegato questa mattina Eveline Widmer-Schlumpf in una conferenza stampa, più margine di manovra. "La morale fiscale è molto sentita in Svizzera. Tuttavia, esistono casi d'evasione fiscale e il diritto penale fiscale attuale denota punti deboli", ha affermato la ministra delle finanze.
Anche misure coercitive
L'accesso ai dati bancari dovrebbe avvenire solo in presenza di motivato sospetto e nell'ambito di procedura penale. La riforma prevede inoltre modifiche procedurali: una medesima infrazione dovrà sfociare nelle medesime conseguenze, dipendenti unicamente dalla sua gravità, qualunque sia l'imposta evasa. La persona presa di mira non verrà preventivamente informata, ma potrà far ricorso a posteriori e, nel caso in cui il giudice gli dovesse dar ragione, i documenti risulterebbero legalmente nulli. Saranno previste anche misure coercitive, come la confisca e le perquisizioni, oltre all'arresto (su ordine del giudice).
Attualmente i cantoni non dispongono delle armi adeguate per perseguire chi non paga il dovuto, visto che non è data loro la possibilità di ascoltare testimoni o consultare dati bancari, con poche eccezioni anche quando gli indizi di evasione sono molto concreti. Dispone già di più mezzi, invece, la Confederazione in materia di IVA e altre imposte indirette.
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Il servizio di Johnny Canonica
RSI Info 30.05.2013, 21:59




