Gallery image - Vertice contro la crisi al Cairo
Le proteste di piazza scoppiate in Egitto hanno indotto il presidente Mohamed Morsi a organizzare al Cairo un vertice con il premier Hisham Qandil e i ministri della Difesa (anche capo delle forze armate), Interno, Giustizia, Informazione, oltre al capo dell'intelligence.
Nella tarda mattinata, la guardia repubblicana ha invitato i manifestanti a lasciare la zona del palazzo presidenziale, proibendo tutte le manifestazioni.
Morti, feriti e molti arresti
Sette persone sono morte e 350 sono rimaste ferite nelle ultime 24 ore negli scontri avvenuti davanti al palazzo presidenziale al Cairo, tra sostenitori e oppositori del capo dello Stato. La situazione è degenerata con il lancio di sassi e molotov e ha spinto tre consiglieri del presidente a dimettersi.
Tutta la zona attorno al palazzo del presidente è “off limits”, presidiata da carri armati dell'esercito e filo spinato. Anche il presidente della televisione di Stato, Essam el Amir, ha rassegnato le dimissioni al ministro dell'informazione Salah Abdel Maksoud, per protestare contro “la gestione del Paese”.
Opposizione pronta al dialogo
Il premio Nobel El Baradei ha detto che le opposizioni sono pronte al dialogo se Morsi, ritenuto "il responsabile delle violenze", ritirerà il decreto con il quale si è rafforzato i poteri. Intanto, nella capitale tre carri armati sono state schierati per sicurezza e 305 persone sono state arrestate.
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