Salariati del settore amministrativo e consulenti faranno le spese dei risultati al di sotto delle previsioni annunciati venerdì dalla Volvo. Il gruppo automobilistico svedese, nel quadro di una ristrutturazione già preannunciata in settembre, sopprimerà 2'000 posti di lavoro. Si tratta di meno del 2% dei suoi effettivi (95'400 dipendenti fissi più 17'200 ad interim ed esperti).
Complici gli effetti valutari, la cifra d'affari è calata del 5% a 64,880 miliardi di corone, contro i 67,7 pronosticati dagli analisti. L'utile netto si è ridotto dell'1% a 1,387 miliardi, pari a 194 milioni di franchi. Il direttore generale Olof Persson ha parlato di una fase di transizione complicata, caratterizzata dagli elevati costi di lancio di nuovi modelli e dalla contemporanea produzione di quelli precedenti. Dal 2010 la Volvo, per anni nelle cifre rosse, appartiene alla casa cinese Geely.
ATS/pon



