Eveline Widmer-Schlumpf si è espressa oggi davanti all’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York in favore di un’organizzazione “forte, moderna ed efficace”. La presidente della Confederazione ha inoltre ricordato il decimo anniversario dell’adesione della Svizzera all’ONU, osservando che le due parti “condividono gli stessi valori e inseguono gli stessi obiettivi”.
La consigliera federale ha poi parlato della crisi siriana, chiedendo che la situazione del paese sia portata davanti alla Corte penale internazionale, affinché chi si è macchiato di gravi violazioni dei diritti umani “ne risponda davanti alla giustizia”. L’impunità di tali atti è infatti “immorale”.
L'incontro con Mohamed Morsi
La presidente della Confederazione, a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, ha incontrato il presidente egiziano Mohamed Morsi, assicurando il sostegno della Svizzera al processo di transizione democratico.
Durante il colloquio, hanno affrontato la questione degli averi dell’ex rais Hosni Mubarak bloccati nei forzieri elvetici. La Svizzera, ha affermato la consigliera federale, ha interesse a restituirli al più presto all’Egitto.
Riforma del Consiglio di sicurezza
La politica grigionese ha inoltre dichiarato che Berna è a favore della riforma dei metodi di lavoro del Consiglio di sicurezza ed in particolare del ricorso al veto, “difficilmente giustificabile” in determinate situazioni.
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