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“Arctic Metagaz” alla deriva, rischio di disastro ambientale

La nave metaniera russa è stata colpita 10 giorni fa nel Mediterraneo, da droni ucraini secondo Mosca, ed è in balia delle correnti fra Malta, Lampedusa e Linosa

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La nave alla deriva
01:16

RG 12.30 del 13.03.2026 La corrispondenza di Francesca Torrani

RSI Info 13.03.2026, 15:17

  • reuters

Un vertice è stato convocato venerdì a Palazzo Chigi per discutere il da farsi in relazione alla “Arctic Metagaz”, una nave metaniera russa, alla deriva nel Mediterraneo dopo essere stata colpita nella notte fra il 3 e il 4 marzo, da droni marini ucraini lanciati dalle coste libiche secondo Mosca. Il Cremlino parla di “atto terroristico”, Kiev non ha mai rivendicato.

Lunga 277 metri, con due serbatoi di gas e 900 tonnellate di gasolio a bordo, l’imbarcazione che era partita da Murmansk per Port Said in Egitto è stata abbandonata dall’equipaggio di 30 persone, tratto in salvo. Ingovernabile, è in acque internazionali in balia delle correnti fra Malta e le isole italiane di Lampedusa e Linosa (distanti solo una trentina di miglia nautiche), con il rischio di un disastro ambientale.

Inizialmente la guardia costiera libica aveva affermato che la nave era affondata, invece ha resistito, seppure in parte bruciata e visibilmente danneggiata sopra la linea di galleggiamento. La marina italiana la sta tenendo d’occhio, mentre le autorità di La Valletta hanno chiesto a chi naviga nella zona di mantenere una distanza di almeno cinque miglia. L’Italia non vuole che approdi in uno dei suoi porti, la considera “una bomba a orologeria”.

La “Arctic Metagaz” appartiene alla cosiddetta flotta ombra russa e figura sulla lista nera delle sanzioni europee e statunitensi.

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