Mondo

“La malattia non mi ha mai fatto paura”

Dal 2002 lotta contro il cancro; ne ha parlato con noi

  • 04.02.2013, 17:33
  • 4 maggio, 12:27
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Tutto è cominciato per caso nel 2002. Maria Rezzonico, oggi 68enne, deve recarsi all’ospedale per una sonografia addominale. Come tutti, con una punta di sano egoismo, pensa che non può capitare a lei. Invece è capitato: il medico le diagnostica un tumore al rene destro.

L’organo le viene asportato, ma purtroppo l’intervento è solo la prima tappa di un lungo percorso: altri focolai tumorali la portano infatti per varie volte in sala operatoria, finché nel maggio dell’anno scorso le scoprono qualcosa tra il miocardio e il pericardio: una forma di tumore decisamente raro, se ne conoscono solo una ventina di casi al mondo, e non c’è nulla da fare. “L’8 gennaio di quest’anno sono stata dal primario di cardiologia al San Giovanni che mi ha detto: è lì, non sappiamo cos’è, come si sviluppa, se si sviluppa, e cosa vuole fare. Dobbiamo tenerlo sotto controllo …”.

Da allora Maria convive con il male: “sono abbastanza fiduciosa. Non sono una lagna, potrei esserlo, ma cosa devo fare? Vivo di giorno in giorno e quando mi alzo l’unica cosa che dico è: ci sono ancora, devo vivere, perché è giusto che sia così anche se ho compiuto 69 anni se arrivo a maggio”.

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Il giorno in cui le dissero per la prima volta: “lei ha un tumore”

“Mi sono alzata dal lettino e ho detto: dottoressa con un rene si vive, quindi fa niente” , racconta Maria. Poi però subentra il panico. “Non sapevo come affrontare questa cosa” , dice Maria, che alla fine l’intervento chirurgico è stato fatto. “ Ricordo che temevo per mia figlia che allora era in gravidanza. Avevo paura che avesse delle conseguenze. Per fortuna si è risolto tutto bene e sono qui” .

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La Malattia

“La malattia non mi ha mai fatto paura: ho perso un figlio di vent’anni, quindi per me la malattia non è niente. Al massimo c’è dolore, ma questo non è nulla”.

Come è cambiata la sua vita?

“È cambiata tanto, perché dal 2002 sono sempre sul chi vive. Magari quando hai fatto gli esami sei felice, però quando si avvicina l’appuntamento con i prossimi esami non vivi bene” . Detto in altre parole sono stati anni tutt’altro che facili… “Diciamo che non sono stati dolci. Ma è capitato e sono qui. Certo quella di maggio è stata una batosta” . Maria la commenta così: “se è il momento di andare vado, se invece è il momento di soffrire vorrà dire che soffrirò. Mi dico però anche sempre che ho meno sofferenze di chi fa la chemio o la radioterapia e che quindi fondamentalmente sto bene” .

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Consigli

“Potrei darne tanti. Il più importante è: non lasciatevi andare, credete e parlatene. Parlare aiuta, perché non sei isolato. Poi fondamentale è credere nei medici, in giorni migliori e che troveranno il modo di salvare altre persone. Comunque ripeto: l’importante è parlare e vivere la malattia come se niente fosse. Bisogna girare la pagina tutti i giorni”.

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  • SANDRO intervista.MUS

    RSI Info 04.02.2013, 15:40

    • credits

Sandro Pauli

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“In Ticino ogni anno vengono diagnosticati più di 2000 nuovi tumori”. A parlare è Alba Masullo, direttrice della Lega ticinese contro il cancro. “Gli uomini sono soprattutto vittima del tumore alla prostata; per le donne invece si registrano soprattutto tumori alla mammella. Sono inoltre molto diffusi – indipendentemente dal sesso – il colon retto, i polmoni, i melanomi e i linfomi”. I malati ovviamente sono di più, perché “normalmente ci vogliono almeno cinque anni finché una persona è fuori pericolo. Dovrebbero essere almeno 7-8mila”.
A queste persone la Lega ticinese contro il cancro offre “uno spazio fisico, psicologico e spirituale di accoglienza. Si può venire nelle nostre sedi oppure noi possiamo andare a casa delle persone. Cerchiamo di orientarle nel disorientamento della diagnosi e delle preoccupazioni che ne conseguono. Aiutiamo inoltre negli aspetti amministrativi o in ambito giuridico quando una prestazione non viene riconosciuta e offriamo dei momenti di condivisione. Cerchiamo insomma in tutti i modi di aiutare le persone ad alleggerire questo fardello".

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