Washington torna a parlare con i talebani afghani, i cui portavoce hanno annunciato giovedì che una delegazione incontrerà dei rappresentanti statunitensi in Qatar, dove i seguaci del Mullah Omar hanno dal 2013 l’Ufficio politico. La data del primo incontro deve ancora essere confermata.
Negli ultimi anni, molti tentativi di intraprendere delle trattative e porre fine al conflitto che affligge l’Afghanistan da più di 13 anni hanno fallito.
L’insediamento a Kabul, l’autunno scorso, del presidente Ashraf Ghani, all’agenda di cui i negoziati sono una priorità, nonché i recenti segnali di apertura da parte dei talebani stessi, fanno sperare molti analisti che questa volta gli sforzi potrebbero essere più fruttuosi.
A spingere verso la nuova situazione, in tutta probabilità, anche la fine della missione NATO e il ritiro delle truppe statunistensi dall'Afghanistan in dicembre, nonché il nuovo atteggiamento dell'influente Pakistan, che sembra più aperto a un tentativo di pace negoziata.
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PP 12.05 del 19.02.15 - La corrispondenza di Maurizio Salvi




