Il generale egiziano Abdel Fattah al-Sisi ha annunciato mercoledì le sue dimissioni dalla funzione di ministro della difesa e capo dell’esercito per candidarsi alle prossime presidenziali, che sembra destinato a vincere senza difficoltà.
In un intervento televisivo ha annunciato di “non poter fare miracoli” e ha invitato gli egiziani ad impegnarsi per migliorare il proprio paese. Ha anche detto che la nazione è minacciata da terroristi e che lavorerà per liberare l’Egitto dalla paura.
L’annuncio avviene lo stesso giorno in cui uno studente del Cairo è stato ucciso a margine di una manifestazione a favore dei Fratelli Musulmani organizzata per protestare contro le condanne a morte di 529 sostenitori dell’associazione. Le sentenze, emesse lunedì, hanno segnato l’incentivarsi delle azioni contro l’opposizione islamista e hanno attirato le critiche delle organizzazioni per i diritti umani e degli Stati Uniti.
Nonostante ciò, il pubblico ministero ha ordinato mercoledì ad altri 919 sostenitori della Fratellanza di presentarsi a processo nella provincia meridionale di Minya. Le accuse sono di omicidio e terrorismo nell’ambito delle violenze che hanno avuto luogo nell'agosto del 2013.
Reuters/ats/ZZ
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RG 08.00 La corrispondenza di Laura Cappon
RSI Info 27.03.2014, 11:07





