Il cantante Bad Bunny ha trasformato domenica lo spettacolo dell’intervallo del Super Bowl in una celebrazione della sua terra natale, Porto Rico, e di tutta l’America Latina. Il tutto senza menzionare Donald Trump, che però lo ha attaccato subito dopo.
L’evento era uno dei più attesi nella storia del “Super Bowl Halftime Show”, il concerto organizzato durante la finale della NFL, il campionato di football americano. Questo per la popolarità del protagonista, ma anche per la dimensione politica, viste le critiche che Bad Bunny aveva rivolto all’ICE durante la cerimonia dei Grammy, dove aveva trionfato.
Bad Bunny al Super Bowl: “Insieme siamo l’America”
RSI Info 09.02.2026, 12:09
Ma, pur portando sul campo del Levi’s Stadium le sue canzoni impegnate e il suo universo culturale, Benito Antonio Martinez Ocasio, il suo vero nome, ha evitato stavolta critiche dirette e accuse esplicite. Ciò non ha comunque placato Donald Trump, che ha definito il concerto un “affronto alla grandezza dell’America” sul suo social Truth. “Nessuno capisce una parola di quello che dice questo tizio”, ha scritto il presidente, in riferimento al fatto che Bad Bunny canta ed è solito esprimersi quasi esclusivamente in spagnolo, una lingua parlata da oltre 41 milioni di persone negli Stati Uniti secondo dati ufficiali.
“Titi Me Preguntó”, “Nuevayol” o “Mónaco” hanno risuonato nello stadio, mentre sfilava un’impressionante serie di ospiti di primo piano del mondo ispanico in senso ampio. La sorpresa più grande è stata l’apparizione di Lady Gaga, che ha eseguito una convincente versione salsa della sua hit “Die With A Smile”, con Bad Bunny - in doppiopetto color crema - al posto di Bruno Mars.
Sin dall’annuncio della partecipazione a Santa Clara, alla fine di settembre, diversi eletti e personalità della destra americana avevano condannato la scelta di Bad Bunny e del gruppo rock Green Day, critico verso Trump e che prima della partita ha intonato hits come “Holiday” e “American Idiot” senza scendere a compromessi sui testi.






