Il ministro dell'energia Taner Yildiz ha affermato venerdì che nella miniera di Soma, in Turchia, “sono rimasti ancora al massimo 18 minatori”. L’ultimo bilancio della tragedia è di 284 vittime, ma Yildiz ha fatto capire che non ci sono speranze per gli uomini intrappolati.
I sopravvissuti hanno nel frattempo offerto le loro testimonianze, pubblicate dai quotidiani turchi: si possono leggere racconti di compagni che hanno tentato di suicidarsi per sfuggire al monossido di carbonio”. Alcuni hanno affermato che “le maschere antigas non funzionavano perché nessuno le aveva controllate”. I giornali scrivono anche di un minatore di 43 anni e di suo figlio di 19 che lavoravano nella stessa squadra e che son stati trovati morti, abbracciati.
La società proprietaria della miniera ha negato di essere responsabile di negligenze. In una conferenza stampa, il direttore della Soma Komur ha aggiunto che “all’origine dell’incidente potrebbe esserci l’esplosione di polvere di carbone”, negando così che la causa iniziale possa essere stata un cortocircuito in un trasformatore.
ATS/GTa





