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Altri morti sul conto Eternit

Chiusa l'inchiesta bis a carico di Schmidheiny accusato di omicidio volontario continuato per 256 decessi

  • 20 novembre 2014, 15:22
  • 7 giugno 2023, 01:22
Raffaele Guariniello si prepara a tornare in aula

Raffaele Guariniello si prepara a tornare in aula

  • Keystone

Il giorno dopo la sentenza della Corte di cassazione italiana che ha annullato tutto il primo processo a carico di Stephan Schmidheiny per la prescrizione del reato, la Procura di Torino ha formalmente chiuso l'inchiesta bis in cui l'imprenditore svizzero è indagato per omicidio volontario continuato provocato da esposizione all'amianto.

L'inchiesta di Raffaele Guariniello e Gianfranco Colace riguarda la morte di 256 persone. Ai 213 decessi per mesotelioma pleurico contestati finora al patron dell'azienda elvetica produttrice di amianto ultimamente se ne sono aggiunti altri 43 tra i lavoratori degli stabilimenti Eternit in Italia (Cavagnolo e Casale Monferrato) e i residenti in quelle località dal 1976.

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Nel capo di accusa, a quanto noto, si ritiene che "per mero fine di lucro" l'azienda amministrata da Stephan Schmidheiny decise di proseguire l'attività per un decennio nonostante l'alto grado di insicurezza nelle fabbriche.

A Torino restano così aperte due inchieste: una sugli italiani morti negli stabilimenti in Svizzera e Brasile, l'altra sui decessi legati alle attività della cava di amianto di Balangero, nel Torinese.

Diem/ANSA

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