L’attentato che ha scosso mercoledì sera Ankara è stato organizzato da membri del Partito dei lavoratori curdi (PKK) e da una milizia curda attiva in Siria, conosciuta come YPG, ossia l’Unità di protezione popolare. A quest’ultimo gruppo apparteneva il kamikaze che si è fatto esplodere e che è stato identificato nelle ultime ore. Lo ha annunciato in mattinata il premier Ahmet Davutoglu che proprio a causa dell’attacco non sarà presente alla riunione dedicata ai migranti prevista a Bruxelles.
L’esplosione ha provocato 28 morti, 26 erano soldati, e numerosi feriti. Nove persone sono state arrestate. Davutoglu ha poi puntato il dito contro il regime siriano, affermando di essere il diretto responsabile di quanto avvenuto.
Qualche ora dopo le parole espresse dal primo ministro, il YPG ha smentito qualsiasi implicazione nell’atto di violenza. A Diyarbakir e Bingol intanto, nel sud-est del paese, altri sette soldati turchi sono stati uccisi in un’esplosione.
AFP/AlesS
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PP 12.00 del 18.02.16 - Il servizio di Manjula Bhatia




