Il presidente della banca centrale degli Stati Uniti, Jerome Powell, è sotto indagine penale in merito alla ristrutturazione della sede centrale della Federal Reserve (Fed) all’eventualità che abbia mentito al Congresso americano sulla portate del progetto.
Powell rimanda le accuse al mittente, sostenendo che l’avvio dell’indagine da parte del procuratore distrettuale di Columbia non centra con la testimonianza al congresso o la ristrutturazione della sede: “Questa è un’intimidazione. È la conseguenza dell’insistenza della Federal Reserve nel fare ciò che ritiene meglio per i cittadini: fissare i tassi di interesse secondo quelli che sono i nostri principi guida, non i desideri del presidente degli Stati Uniti”.
Secondo le prime analisi dei media, quello del Dipartimento di giustizia è soprattutto un messaggio per chiunque sostituirà Jerome Powell a maggio, alla scadenza del suo mandato.
Donald Trump non ha mai nascosto l’irritazione per il rifiuto della Federal Reserve di piegarsi alle sue richieste, ma è stato anche avvertito più volte dalla Corte Suprema che licenziare il Jerome Powell senza giusta causa non rientra tra le prerogative del presidente degli Stati Uniti.
Riguardo all’indagine, la Casa Bianca non commenta, ma Trump ha dichiarato alla NBC di non essere coinvolto con l’inchiesta.

Stati Uniti, indagato il presidente della Federal Reserve
Telegiornale 12.01.2026, 12:30






