Il primo ministro sudanese ha annunciato domenica il ritorno nella capitale Khartoum del governo che era stato cacciato dai paramilitari delle Forze di sostegno rapido (RSF) nel 2023 e si era trasferito a Port Sudan, nella parte orientale del Paese. “Oggi siamo tornati (...) il governo della speranza torna nella capitale nazionale”, ha dichiarato Kamel Idris ai giornalisti a Khartoum, promettendo “servizi migliori” per gli abitanti.
Più di 3,7 milioni di persone erano fuggite dalla capitale nei primi mesi del conflitto, scoppiato nell’aprile 2023, quando i paramilitari delle RSF ne avevano preso il controllo. Anche il governo, alleato dell’esercito, e le agenzie delle Nazioni Unite avevano lasciato la capitale per rifugiarsi a Port Sudan, diventata allora capitale provvisoria.
Riconquistata dall’esercito nel marzo 2024, Khartoum ha registrato da allora il ritorno di oltre un milione di persone, secondo l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM). Ma dopo oltre 1’000 giorni di guerra, i servizi di base della capitale - ospedali, aeroporti, centrali elettriche - rimangono devastati. L’ONU stima in circa 350 milioni di dollari il costo della ricostruzione delle infrastrutture. Nel suo discorso di domenica, Idris ha promesso di ricostruire gli ospedali e di migliorare i servizi educativi, elettrici, idrici e igienico-sanitari.

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