Il presidente siriano Bashar al-Assad ha ribadito in un'intervista al settimanale tedesco Der Spiegel che non negozierà con i ribelli, a meno che questi non "depongano le armi". Il capo di Stato del paese mediorientale ha infatti affermato che "l'opposizione politica non si fa con le armi" e che in realtà in Siria "ci sono combattenti di al Qaida provenienti da 80 paesi".
"Attacchi con gas? Washington non ne ha la minima prova"
Assad ha altresì ribadito che il presidente statunitense Barack Obama "non ha nemmeno l'ombra di una prova" sulle implicazioni dirette del regime nell'uso di armi chimiche in Siria, accusandolo di "proporre solo bugie". L'operato della Russia e del suo presidente Vladimir Putin , "determinato più che mai ad appoggiare la Siria", sono invece stati elogiati dal numero uno di Damasco, il quale ha affermato che "Mosca è una vera amica, che capisce quello che accade qui", e che "loro (i russi), sono più indipendenti rispetto all'Europa, orientata verso Washington".
ATS/ANSA/AFP/LudoC.
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