Il Governo australiano ha annunciato martedì di aver sospeso le operazioni della grande miniera di uranio di Ranger, all'interno del Parco Nazionale di Kakadu nel Territorio del Nord, dopo una massiccia perdita di fanghiglia radioattiva e acida lo scorso fine settimana.
Venerdì, degli operai avevano notato una crepa in un serbatoio di residui che ha una capacità di 1,5 milioni di litri. Il giorno dopo il serbatoio si è spaccato, riversando un fiume di fango, liquidi, minerale di uranio e acido solforico.
L'operatore della miniera, Energy Resources of Australia, insiste che non vi è stato alcun impatto ambientale dalla fuoriuscita di un milione di litri di residui, ma l'affermazione è vivamente contestata dalla locale popolazione indigena e dai gruppi ambientalisti.
Già da tempo gli attivisti antinucleari chiedono la chiusura del sito data la sua ubicazione in un'area che fa parte del patrimonio mondiale dell'Unesco per i suoi valori culturali e naturali, mentre i proprietari tradizionali aborigeni minacciano di non approvare una programmata espansione sotterranea, se i livelli di sicurezza non saranno drasticamente migliorati.
ATS/SC





