Il bracconiere austriaco che ha ucciso tre agenti e un volontario della Croce rossa prima di barricarsi nel suo maso, è stato trovato morto verso mezzanotte nella fattoria.
Lo ha reso noto la polizia riferendo che l'uomo si è suicidato, dandosi fuoco. Il corpo è stato rinvenuto carbonizzato dopo una perlustrazione di oltre cinque ore nel suo podere, nei pressi di Melk.
Le ricerche sono iniziate alle 18,30 di martedì, dopo che si era udito un colpo d'arma da fuoco, dopodiché non c'erano stati più segnali del 55enne, accusato inizialmente di caccia illegale.
Accusato di caccia illegale
Da tempo le autorità stavano indagando su numerosi casi di bracconaggio registrati ad Annaberg, nella Bassa Austria. Nella notte tra lunedì e martedì è arrivata una segnalazione e così la polizia ha allestito un posto di blocco per fermare la persona ritenuta colpevole di bracconaggio.
Alla vista dei due poliziotti, il 55enne ha perso la testa ed ha aperto il fuoco, fuggendo poi nel bosco. All'arrivo di un'ambulanza, giunta sul posto per soccorrere gli agenti feriti, il bracconiere ha di nuovo aperto il fuoco, uccidendo l'autista volontario del mezzo di soccorso; uno dei due poliziotti feriti è invece deceduto poco dopo il suo ricovero in ospedale.
Il forsennato è poi fuggito a piedi, per poi incontrare un'altra pattuglia della polizia a cui ha sparato, uccidendo con un colpo alla testa un secondo agente.
L'uomo ha poi preso in ostaggio il secondo poliziotto della pattuglia, fuggendo con l'automobile della polizia verso la sua fattoria nei pressi di Melk.
Durante il viaggio, oppure appena giunto presso la sua abitazione - non si hanno conferme di come si sono sviluppati realmente i fatti - il bracconiere ha ucciso pure l'ostaggio, nascondendone il corpo, insieme all'automobile, nel fienile .
Red.MM
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