Le elezioni municipali in Francia hanno evidenziato domenica l’estrema destra in crescita e la sinistra radicale in ascesa: i due partiti, che hanno fatto del voto di questo fine settimana un test in vista delle presidenziali del 2027, escono rafforzati dal primo turno, in una consultazione che vede la sinistra mantenere le sue posizioni, come a Parigi.
PS regge a Parigi, duello aperto a Marsiglia
Dal canto suo, il partito di estrema destra francese Rassemblement national (RN) arriva in testa in diverse città e il partito della sinistra radicale LFI (La France insoumise) sorprende in altre. Ma nelle due città più grandi di Francia, la sinistra moderata uscente ottiene buoni risultati. A Parigi, il socialista Emmanuel Grégoire è nettamente davanti all’ex ministra di destra Rachida Dati. E a Marsiglia la situazione è invece di quasi parità assoluta: il sindaco vicino al Partito Socialista Benoît Payan e il deputato del Rassemblement national Franck Allisio hanno ottenuto entrambi circa il 34,5% dei voti secondo le prime stime, rendendo il secondo turno apertissimo.
Il RN si consolida: oltre sessanta comuni in testa
Altrove, il RN si consolida nel panorama municipale francese, in vista di quello che considera l’obiettivo primario: la presidenziale del 2027. Con i suoi alleati, è in testa in più di sessanta comuni, contro undici soltanto al primo turno del 2020. Il partito di estrema destra conserva già da domenica i suoi bastioni di Hénin‑Beaumont (Pas-de-Calais) e di Fréjus (Var), e conquista alcune nuove città come Cagnes‑sur‑Mer (Alpi Marittime). A Tolone, la deputata del RN Laure Lavalette è ampiamente in testa, ma con poche riserve di voti. Il presidente del partito, Jordan Bardella, ha annunciato di tendere «la mano alle liste di destra sincere» per riuscire a vincere al secondo turno.
LFI sorprende: Saint-Denis è la grande conquista
Ma al di là del partito lepenista, è La France insoumise a creare la sorpresa in diverse città. Il leader Jean‑Luc Mélenchon si è felicitato per una «avanzata storica», anche se in televisione è stato il coordinatore Manuel Bompard a prendere la parola — l’assenza di Mélenchon non è passata inosservata. Già al primo turno, Saint‑Denis, seconda città dell’Île‑de‑France dopo Parigi, è stata conquistata dal candidato di LFI Bally Bagayoko a scapito del socialista uscente, diventando così il più grande comune «mélenchonista».
Trattative complesse in vista del secondo turno
Il movimento della sinistra radicale si trova in una posizione di arbitro in diverse altre grandi città, in particolare a Parigi, dove Sophia Chikirou, con l’11,72%, ha annunciato che si manterrà al secondo turno se Emmanuel Grégoire non le proporrà una fusione «antifascista». Pure la posizione del centrista Pierre-Yves Bournazel (11,34%) e della candidata di Reconquête Sarah Knafo, qualificatasi al termine dello spoglio (10,40%), sarà determinante in questa potenziale corsa a cinque. L’avanzata dei due movimenti radicali, che hanno fatto di questa campagna un gigantesco banco di prova per il voto presidenziale del 2027, fa presagire difficili trattative. I capilista hanno tempo fino a martedì alle 18.00 per decidere se confermare la propria candidatura, fondersi o ritirarsi in vista del secondo turno. Per confermare la propria candidatura è necessario aver ottenuto più del 10% dei voti espressi.

Francia: si rinnovano i poteri comunali
Telegiornale 15.03.2026, 20:00

