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Keir Starmer lotta per la sua sopravvivenza politica

Dopo le recenti sconfitte elettorali, il premier britannico contestato anche dall’interno del partito laburista

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L'attuale premier britannico Keir Starmer
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RG 07.00 dell’11.05.2026 Il servizio da Londra di Loretta Dal Pozzo

RSI Info 11.05.2026, 07:09

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Di: Radiogiornale/Swing 

Giornata cruciale, quella di oggi, lunedì, per il primo ministro britannico Keir Starmer chiamato ad affrontare anche una rivolta interna nel partito laburista. Infatti, dopo i risultati catastrofici nelle elezioni locali dello scorso giovedì, ora oltre 40 parlamentari laburisti mettono in dubbio la sua capacità di guidare il partito alle prossime elezioni, e alcuni chiedono una data precisa per la sua uscita di scena.

E’ quindi molto atteso, tra poche ore, il discorso che potrebbe determinare il futuro del premier. Dopo una una giornata, ieri, domenica, di speculazioni ed ultimatum sulla sua tenuta politica, Starmer proverà a rilanciare la sua leadership ribadendo i propri valori e delineando una visione più europeista, nella speranza di placare la ribellione interna al partito.

Ieri la ex vicepremier Angela Rayner ha affermato che si tratta “dell’ultima occasione per l’attuale inquilino di Downing Street, perché altrimenti il partito rischia di perdere il supporto della classe lavoratrice”.

Considerata una possibile candidata alla guida dei laburisti, Rayner è indebolita nella eventuale corsa per la carica di premier, dalle dimissioni dello scorso anno legate a irregolarità fiscali nell’acquisto di un immobile. Sempre ieri la parlamentare Catherine West aveva minacciato di avviare una formale sfida per la leadership laburista, se nessun membro del Governo si fosse mosso per primo.

Secondo il quotidiano Telegraph, il ministro della Salute Wes Streeting sarebbe pronto a candidarsi, mentre tra i ranghi del Governo non manca la cautela visto che in molti ricordano come le lotte intestine abbiano contribuito alla sconfitta elettorale dei conservatori nel 2024.

In attesa del suo discorso, Starmer non si arrende e ha nominato l’ex premier Gordon Brown inviato speciale per la finanza globale. Una mossa che, secondo i detrattori, rischia di “dare l’impressione di un partito ancorato al passato piuttosto che proiettato nel futuro”.

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