Almeno 20 attivisti per la democrazia, fra cui quattro dei maggiori leader, sono stati arrestati giovedì mattina a Bangkok dopo la proclamazione dello stato di emergenza, con la polizia che ha liberato l'area occupata, da mercoledì, dai manifestanti all'esterno della sede del Governo. Lo riferiscono i media thailandesi. Tra gli arrestati ci sono Anon Nampha, Parit Chiwarak, Panupong Jadnok e Panusaya Sithijirawattanakul, tra i più attivi nei comizi alla folla e nel reiterare le richieste per un nuovo Governo, una nuova Costituzione e lo stop alla persecuzione dei dissidenti politici.

Thailandia, il reportage
Telegiornale 14.10.2020, 22:00
Da settimane in Thailandia il movimento studentesco sta portando in piazza migliaia di persone in manifestazioni contro il Governo e contro le persecuzioni politiche dei critici dell’Esecutivo e della monarchia nonché per lo scioglimento del Parlamento e per l’estensione di una nuova Costituzione. Nel Paese qualsiasi tentativo di limitare le prerogative del sovrano, ufficialmente al di sopra della politica, è visto come blasfemia dai conservatori.
Frattanto, nella notte su giovedì, il Governo thailandese ha proclamato lo stato di emergenza, che vieta assembramenti di più di cinque persone e la pubblicazione di notizie o messaggi nocivi per la sicurezza nazionale. Lo ha annunciato la TV di Stato. "E' necessario introdurre urgenti misure per porre fine a questa situazione in modo rapido ed efficace e per mantenere l'ordine", è stato detto dai canali statali. Il provvedimento è entrato in vigore da subito, alle 4 di notte locali.
ATS/ANSA/Swing




