Un giudice di Bergamo ha condannato gli Ospedali Riuniti della città lombarda a pagare circa 400'000 euro ad una madre il cui figlio era nato con la spina bifida a seguito di accertamenti sbagliati.
Secondo la corte, vi è stata "un'inadeguata visualizzazione della documentazione fotografica degli organi del feto per poter escludere la diagnosi di meliomeningocele (spina bifida)".
Se la donna fosse stata correttamente informata dello stato di salute del nascituro, avrebbe potuto decidere di esercitare il suo diritto di interrompere la gravidanza.
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