Biasca ha rinnovato la disponibilità ad alloggiare nell’infrastruttura della Protezione civile al Vallone una cinquantina di richiedenti l’asilo, provenienti dal Centro di registrazione di Chiasso. “Per senso di responsabilità”, spiega il sindaco Jean-François Dominé, che poi – di fronte alla nostra titubanza – assicura: “Il Comune non ci guadagna niente. Per fortuna c’è ancora chi fa beneficienza senza un ritorno”.
Il centro di accoglienza di Biasca accoglie i migranti che non trovano spazio nella struttura di Chiasso, di cui è una vera e propria "antenna" (dunque è finanziato dalla Confederazione). “Abbiamo posto un’unica condizione – ammette il sindaco – diamo rifugio prevalentemente a famiglie, si tratta di persone tranquille”. Per garantire la sicurezza bastano infatti un Securitas, presente 24 ore su 24, e una pattuglia che compie delle ronde regolari all’interno e all’esterno dello stabile.
Permesso rinnovato "solo" per sei mesi
Il permesso è stato sì rinnovato, ma fino al 31 gennaio 2014, perché “per ora è andato tutto bene – prosegue Dominé – ma è giusto tutelare i cittadini”. Qualora ci fossero dei problemi, il Municipio non sarebbe eccessivamente vincolato e potrebbe decidere di interrompere, a fine mandato, la collaborazione con l’Autorità federale e cantonale.
Le camere si trovano sottoterra, dunque le famiglie si fermano al massimo per tre settimane, dopodiché vengono ridistribuite in Svizzera, secondo procedura. A Biasca i primi ospiti sono giunti nel dicembre 2010: “L’idea iniziale era di metterci a disposizione per due anni, ma le cose sono andate bene e per ora non abbiamo motivo di tirarci indietro”. Prima di Biasca, ad esempio, chi non trovava un letto a Chiasso veniva trasferito temporaneamente negli alloggi di Stabio.
Angelo Dandrea








